Via Umberto Boccioni, 224

90146 Palermo

Dott. Fabrizio La Rosa

osteo.larosa@gmail.com

Consulente della nutrizione Umberto La Rosa

umberto.larosa@gmail.com

Consulenza alimentare e Reiki

Conosciamo Umberto la Rosa

Green chef, maestro Reiki e di tecnologo agro-alimentare

Mangiare bene, mangiare sano, non è solo un modo per non stare male, ma se fatto correttamente il mangiare bene può materialmente aiutare i processi di autoguarigione, su tutti i livelli: fisici, mentali, emotivi, metafisici.

Chi sono

Umberto La RosaNato a Palermo nel 1989, dal 2007 sono Reikista secondo il metodo originale di guarigione naturale del Dott. “MIKAO USUI”.
Ho conseguito il titolo di Reiki Master di III livello (Maestro) presso l’Associazione Culturale “Raggio di Luce” di Roma, diretta da Loredana Volante, Reiki Master.
Ho lavorato per diversi anni a Londra, specializzandomi nella cucina vegetariana e vegana, approfondendo inoltre la relazione tra alimentazione e patologie infiammatorie.
Ad oggi, oltre a collaborare con il Dott. Fabrizio La Rosa e altri specialisti della riabilitazione, sto seguendo una formazione specifica in tecnica agroalimentare per il recupero degli antichi grani di Sicilia e delle loro farine.
La visione olistica deve essere una prassi naturale e scientifica nelle ricerca del benessere della persona. Il mio percorso mi porta ad unire le competenze di chef, maestro Reiki e di tecnologo agro-alimentare per aiutare e consigliare le persone nel loro percorso di guarigione; quindi necessariamente la visione olistica deve accompagnare il mio modo di lavorare ed anche vivere.

Cibo e infiammazione

I pazienti che seguo, indipendentemente dall’origine e dall’esattezza del nome della sindrome da cui sono effetti, sono in balia di uno stato d’infiammazione in corso che non riguarda solo lo stato fisico della persona ma opera su più livelli e così dobbiamo fare anche noi.
Il cibo ha questo potere, può operare sul piano fisico nel momento in cui scegliamo del cibo salutare e sul piano psicologico nel momento in cui rendiamo consapevole il nostro paziente.
La consapevolezza è la chiave del nostro cammino. Il nostro paziente dovrà essere consapevole del fatto che il processo di guarigione non si esaurisce nel momento in cui esce dallo studio dello specialista, ma che egli è parte integrante di questo processo in modo attivo.
Cucinare il proprio cibo non dovrà essere più un atto meccanico, da fare sbadatamente, dovrà essere un’azione consapevole, egli dovrà realizzare che ogni volta che si appresta a mangiare sta operando in funzione della guarigione di tutto il suo essere.

Le categorie di cibi

Umberto La RosaPer questo motivo non propino alcuna tabella con elenco di cibi “ammessi” e cibi “non ammessi”, in quanto è necessario conoscere quali sono i meccanismi di interazione fra cibo-corpo-mente e quindi come il cibo può combattere o assecondare questo stato di costante infiammazione.
Esistono delle categorie di cibi sani da cui attingere energia e categorie di cibi non sani. La nostra ricerca ci porta ad approfondire e quindi a capire che non sempre tutto si può ridurre a “sano oppure “non sano” in modo netto ed ecco perché preferisco parlare di categorie.
Un ruolo importante lo giocano le “lavorazioni dei cibi” e le “cotture”. Un fagiolo coltivato in Sud Africa, trattato e lavorato per poter sopportare spostamenti intercontinentali non sarà qualitativamente equiparabile al fagiolo del contadino che ha la coltivazione a poche decine di chilometri dalla nostra città.
I formaggi, anch’essi saranno scelti in base alla realtà del territorio, evitando i prodotti industriali o che hanno affrontato spostamenti di centinaia o addirittura, migliaia di chilometri.

La pozione magica

Le carni sono un amico dello stato di infiammazione ed il loro consumo dovrà essere attento e limitato se non, in alcuni casi, evitato del tutto. Sarà bene evitare di stressare il cibo con cotture lunghe e ad alte temperature, depauperando il prodotto delle proprietà positive ed innescando, invece, processi a volte dannosi per l’organismo.
Essere consapevoli di ciò che succede nella loro cucina dona al cibo ed a tutto il momento del pasto una dignità ed una importanza che risulterà taumaturgica, come se venisse preparata la pozione magica di Asterix ed Obelix.
Visto che la nostra cultura non insegna tutto ciò, a favore del fast food o del mangiare in modo distratto, tra le mie attività vi è l’insegnamento a domicilio di semplici ma efficaci modi di cucinare i cibi più adatti ad agevolare i processi di autoguarigione, cosicché i pazienti possano poi procedere da soli e senza ulteriori spese nel proprio percorso riabilitativo.
Umberto La Rosa

Reiki

Presso lo studio è possibile sottoporsi a trattamenti REIKI e/o frequentare i corsi per diventare REIKISTA di I, II, o III livello.

Che cos’è il Reiki

La parola REIKI è giapponese ed indica l’energia vitale che tutto pervade e che è dovunque, anche in noi.
REI è l’aspetto universale, illimitato, KI è l’energia che scorre in tutto ciò che si manifesta e vive.
Il Reiki è quindi un metodo per connettere consapevolmente la nostra energia con l’energia universale ed entrare in comunicazione attiva con essa, per riceverla, convogliarla e trasmetterla.
Il Reiki è una metodo risalente a 2.500 anni fa circa. Nasce in oriente in un’ area geografica compresa tra la Cina, India, Tibet e Nepal. Nel XIX° sec., grazie al Dott. Mikao Usui, anche in occidente si viene a conoscenza del Reiki.
Il Reiki non è una moda né un’invenzione: è una riscoperta. Oggi può diventare un’integrazione straordinaria alle altre terapie.

Quali sono le indicazioni del Reiki?

Tutti gli stati di malessere sia fisico che psichico dove si avverta l’esigenza di recuperare il proprio “equilibrio” psico-organico interiore, conditio sine qua non affinché si instauri ogni processo di guarigione o di riparazione.

E quali le controindicazioni?

Non prevedendo il Reiki l’uso di: FARMACI, MACCHINARI, MASSAGGI, MANIPOLAZIONI, non ha pressochè nessuna controindicazione, poiché gli strumenti sono le mani e la mente e possono essere applicate immediatamente contro tutti gli stati di malessere.

Quanto dura una seduta?

Una seduta può avere una durata che va dai 30 ai 60 minuti. Sarà poi l’operatore che deciderà l’effettiva durata del trattamento in base alle sensazioni pervenutegli.

Come si svolge una seduta?

Umberto La RosaL’atto di imporre le mani su una parte malata, al fine di alleviarne il dolore, è antico come l’uomo; il tocco, infatti, dona pace e calore. In un trattamento di Reiki, il terapeuta si connette con la fonte dell’Energia universale, quindi la incanala offrendo così un beneficio al paziente ed anche a se stesso.
Per effettuare un trattamento si utilizzano entrambe le mani, con i palmi verso il basso. Le dita, pollice compreso, sono estese e vicine le une alle altre. Nel corso della seduta le mani vengono appoggiate delicatamente sulle varie parti, senza esercitare pressione, in uno stato di calma e rilassamento.
Per attivare il flusso dell’Energia vitale è importante che entrambe le mani tocchino il paziente o siano a pochi centimetri dal suo corpo. L’energia vitale, comunque, non fluisce solo dalla mani del terapeuta ma può correre attraverso ogni parte del suo corpo per raggiungere le zone ammalate del paziente. I terapeuti Shiatsu, talvolta, sentono il Ki che fluisce dal loro gomito quando lo usano per esercitare una pressione.
Quando si usa il Reiki, è necessaria solo una minima concentrazione. Si applicano le mani su una data area, con l’intento di curarla, e l’energia fluirà. Talvolta, diventerà istintivo porle in un punto piuttosto che in altro. Va ricordato che il Reiki è un’energia intelligente in grado di fluire da sola fino alle zone in cui è richiesto il suo benefico effetto.
Quando il Reiki viene usato su cani, gatti e bambini piccoli, l’imposizione della mani deve essere molto breve, una trentina di secondi e non di più, perché sono soggetti che non amano star fermi ed assorbono l’energia molto più facilmente e rapidamente degli adulti.
Se la seduta è rivolta a curare un’area specifica non dura molto ma, se si vuole intervenire con un effetto benefico totale, è necessario pianificare un’ora o anche di più. È meglio che una seduta venga effettuata in un ambiente tranquillo, possibilmente in silenzio. È anche consigliabile che non vi presenzino altre persone.
A volte, comunque, una conversazione intelligente può aiutare il paziente a liberarsi da qualche sua pena. Alcuni terapeuti amano lavorare a suon di musica, in questo caso è bene usare musica classica o New Age, non canzoni e neppure hard rock o hip hop.
Si suggerisce di lavorare sicuri di non essere disturbati, con le luci abbassate e il telefono staccato.

Che frequenza hanno le sedute?

La frequenza delle sedute deve essere giornaliera, in modo da permettere al Reiki di agire in maniera continua e costante.

Quanto dura un trattamento completo?

Il trattamento è composto da un ciclo di almeno 4/5 sedute consecutive. A volte è necessario ripetere più cicli.

Quanto costa una seduta?

Se il terapeuta Reiki crede veramente di operare nel nome di una Forza Universale, Intelligente e Benefica, dovrebbe offrire le sue prestazioni in cambio di un’offerta libera o comunque limitata. È difficile pensare che l’energia cosmica possa passare attraverso le mani di un individuo che pensa prima al suo guadagno e poi al benessere dei suoi pazienti.
Un terapeuta Reiki, infatti, dovrebbe sempre essere un esempio di onestà e rettitudine morale e materiale, in caso contrario potrebbe offrire ben poca cosa. Non si può infatti offrire quello che non si ha.
Esiste una Legge chiamata di “causa ed effetto” (karma per gli Indù) e non è certo invidiabile chi pensa di arricchirsi utilizzando l’Energia che il Cosmo mette liberamente a disposizione di tutti. Chi usufruisce di una terapia Reiki dovrebbe perciò offrire un compenso così come lo dà ad altri terapeuti, medico compreso. C’è una vecchia Legge che afferma che, quando si riceve qualcosa, è giusto restituire qualcosa! Basta non esagerare in un senso o nell’altro!

È una terapia convenzionata con il SSN?

Il Reiki, attualmente, non è una terapia convenzionata con il SSN e non è rimborsato da alcuna assicurazione.

Umberto La Rosa

È una terapia cosiddetta “alternativa”?

Secondo i canoni della medicina “occidentale” il Reiki è una terapia alternativa ma sarebbe meglio dire “complementare”. In alcune patologie è spesso considerata un trattamento di supporto prezioso.

Chi è il Reikista?

Il Reikista è colui il quale attua un riequilibrio energetico a livello fisico, mentale e spirituale sfruttando l’energia del Reiki (quindi non la propria) e l’influenza di questo sui CHAKRA (punti di energia).

Chi non è il Reikista?

Il Reikista non è un medico, non è un terapista né tantomeno un pranoterapeuta. Infatti ognuno di questi agisce sul corpo con farmaci (medico), manipolazioni (terapista) o utilizzando la propria energia (pranoterapeuta).

Come opera il Reikista?

Il Reikista conosce solo due strumenti: le mani e la mente che possono essere utilizzate immediatamente e con effetti benefici.
Nello specifico egli:
– aiuta l’abilità naturale del corpo a guarirsi (risveglia il medico interiore).
– rivitalizza: MENTE, CORPO, SPIRITO.
– armonizza le energie del corpo (agendo sui CHAKRA).
– libera le energie “bloccate” ed aiuta il corpo a canalizzarle nel modo più corretto.
– depura il corpo, a livello energetico, da eventuali tossine.
Come si diventa Reikista?
Solo un Reiki Master (Maestro) può formare un Reikista.
Si può diventare:
– Reikista di I grado e praticare solo l’autoguarigione (agire su stessi).
– Reikista di II grado e praticarlo per gli altri.
– Reikista di III grado e diventare Maestro.