Via Umberto Boccioni, 224

90146 Palermo

Dott. Fabrizio La Rosa

osteo.larosa@gmail.com

Consulente della nutrizione Umberto La Rosa

umberto.larosa@gmail.com

Terapia Neuroreset

Conosciamo Fabrizio La Rosa

Osteopata

Sarebbe troppo facile limitarsi a definire chi sia e cosa faccia un osteopata, quindi preferisco dirvi di cosa mi occupo io. Tra lombosciatalgie, cervicobrachialgie e rachialgie, io mi occupo di pazienti che non vuole nessuno, che infastidiscono con le loro continue lamentazioni. Appunto: pazienti scomodi ed a me piacciono così!
Fabrizio La Rosa

Chi sono

Nato a Palermo nel 1962, nel 1989 ho conseguito il Diploma di Terapista della Riabilitazione con lode presentando una tesi sulle protesi di ginocchio.
In seguito ho conseguito la laurea in Fisioterapia presso l’Università di Palermo con una tesi sulla riabilitazione del paziente cardiopatico. Nel frattempo conseguivo il Diploma di Osteopatia presso il C.S.O di Catania con una tesi sulle cefalee post anestesia peridurale.
Ho conseguito anche il titolo di Co-trainer per la conduzione di gruppi di intervento psicoeducativi integrati per pazienti psicotici frequentando il corso di formazione diretto dal Dr. Ian Falloon, psichiatra neozelandese.
Ho inoltre seguito il corso completo (corso base + 5 corsi avanzati) di Kinesiologia (metodo del Dr Gian Mario Esposito) presso la S.I.K.M.O. (Società Italiana di Kinesiologia Medica Odontoiatrica) di Roma ed ho anche frequentato il Corso di Perfezionamento in Occlusione e Postura in chiave Kinesiologica presso il Dipartimento di Biomorfologie e Biotecnologie dell’Università di Messina.

Il mio curriculum

Ho lavorato per 4 anni presso un centro per il recupero dei pazienti neurolesi sia adulti che bambini, per altri 11 anni ho prestato servizio nella A.S.L. 6 di Palermo presso il Dipartimento di Salute Mentale in qualità di Terapista psichiatrico
Dal 2004 mi dedico esclusivamente alla libera professione dividendomi dapprima fra Roma e Pesaro e poi tra Marsala (Tp), Catania e Palermo diventando prima consulente della Nazionale di Canottaggio Italiana, poi della società di calcio di serie A della Città di Palermo e di altre squadre sportive nazionali, quali la EMMEGI SIGEL di Marsala (squadra femminile di volley di serie B1) e la OTIUM RIOLO MOTORS di Palermo (squadra di basket femminile di serie B d’eccellenza) oltre ad essere ancora consulente di numerose società sportive.
Sono membro del ROI (Registro degli Osteopati d’Italia tess. n: 813) e della LAMB (Libera Accademia di Medicina Biologica).
Sono stato relatore in diversi convegni, occupandomi da sempre delle relazioni tra soma e psiche ed in particolare delle algodistrofie.
algodistrofia- Fabrizio La Rosa

L’algodistrofia

L’algodistrofia (RSD/CRPS) è una materia ostica, difficile a capirsi ed ancor più a spiegarsi; i pazienti, che io in vari articoli definisco “scomodi”, sono stanchi di sentire cosa devono fare, vorrebbero sentirsi dire, invece, se e quando guariranno. Vorrebbero sentirsi parlare con sincerità riguardo la loro misteriosa (per certi versi) patologia che li ha, vigliaccamente, colpiti.
E’ con questo obiettivo che è nato NEURORESET©, metodo coperto da copyright internazionale per la cura dell’algodistrofia e dei blocchi articolari non meccanici, che non si avvale di farmaci palliativi e intossicanti ma si avvale di anni di studi e pratiche sul campo, con risultati risolutivi già dalle prime sedute.
Visto il crescente interesse in merito, ho deciso di insegnarlo con appositi corsi di formazione a quegli operatori che siano interessati al trattamento di questa particolare patologia. Ho creato un sito apposito: www.algodistrofia.com per contrastare l’immensa disinformazione sull’argomento.

Osteopatia, mon amour

L’Osteopatia è un modo di pensare, di essere. L’Osteopatia non si impara, la si ha dentro. Si possono apprendere le tecniche ma non l’essenza. La tecnica senza cuore resta un mero atto meccanico. Conosco medici enormemente più vicini (senza saperlo) alla mentalità osteopatica di molti miei colleghi.

Ma che vuol dire mentalità osteopatica? Vuol dire non fermarsi alle apparenze, vuol dire andare sempre alla ricerca della causa primaria o, in alternativa, della disfunzione più significativa per il paziente, non per noi. Spesso dimentichiamo le esigenze e le aspettative del paziente e rispondiamo solo alle nostre priorità di terapeuta.

Niente di più sbagliato.

L’Osteopatia nasce per dare una risposta ad una disfunzione del paziente; su di esso quindi modelleremo e adegueremo le nostre tecniche e non viceversa.
L’Osteopatia è una disciplina essenzialmente manuale che ha come principio fondamentale l’unità del corpo e come obiettivo il ristabilimento dell’armonia tra le varie parti che compongono quest’unità (sistema nervoso, apparato muscolo-scheletrico, apparato cardio-vascolare, etc…) stimolando le capacità di auto guarigione proprie di ogni organismo vivente.
L’Osteopata quindi cercherà non solo di alleviare il dolore, ma si impegnerà nella ricerca della causa per ricreare, ove possibile, quell’armonia fra i sistemi, sintomo di buona salute. Per raggiungere questo scopo, egli procederà con manipolazioni che saranno sempre dolci, non traumatiche e non dolorose.
N.B. Perdonatemi, ma non riesco a scrivere Osteopatia in minuscolo!
Seduta Neuroreset Fabrizio La Rosa

Quali sono le indicazioni dell’Osteopatia?

Non mi piace parlare di “indicazioni” dell’osteopatia. Trovo che sia riduttivo e non aiuti a capire veramente cosa sia questa meravigliosa disciplina. Quando leggo le “indicazioni” di una medicina, una terapia o di un apparecchio elettromedicale di nuova invenzione sorrido nello scoprire che “cura dall’unghia incarnita alla sindrome di Meniere” e mi metto nei panni del paziente e mi chiedo “Ma è quindi la panacea di tutti i mali?”. Ovviamente no! Anche l’Osteopatia non ha “indicazioni” per il semplice fatto che l’Osteopatia non cura nulla. L’Osteopata infatti non cura, non fa guarire.
Ma allora, direte voi, che accidenti fa quest’osteopata?
Fa il “facilitatore”. Aiuta l’organismo a ritrovare la perduta armonia, come un direttore d’orchestra.
Siete mai andati ad un concerto? Vi siete mai chiesti se l’orchestra avrebbe saputo eseguire il brano senza il direttore ? La risposta è sì. Gli orchestrali avrebbero saputo riprodurre il pezzo musicale ma nessuno sarebbe stato pronto a correggerli in caso di errore. E l’errore di un orchestrale è seguito spesso da una catena di errori che insieme pregiudicano tutta l’esecuzione. Il direttore interviene e previene o sottolinea (nel caso non sia arrivato in tempo ad evitarlo) l’errore evitando la catena di errori degli altri orchestrali tratti in inganno dal compagno. che ha perduto l’armonia.
L’Osteopata fa proprio questo: coglie l’armonia dell’organismo che ha davanti (che è unica per ogni individuo) e cerca l’organo, l’apparato o il distretto anatomico che ha perduto l’armonia e l’aiuta con opportune manovre a ripristinare il corretto equilibrio di funzionamento ed a reinserirsi “in orchestra”. Ma soprattutto, con il suo intervento evita che l’intero organismo/orchestra cada in disfunzione andando dietro il compagno organo/orchestrale in dissonanza.
Ecco perché trovo riduttivo parlare di “indicazioni”. L’Osteopata non è una compressa da prendersi al bisogno; lavora molto bene sull’acuzie (cioè sul fatto acuto, accaduto da poco), abbastanza bene nel sub-acuto, bene sul cronico ma è insuperabile sul…sano!
Grazie al……l’Osteopata, direte voi! Non è una battuta, ma un modo spero simpatico per dire che l’Osteopata lavora molto sulla prevenzione quindi nel primo momento della Medicina.

I tre momenti della medicina ed i suoi controsensi

Come sapete si usa dividere la Medicina in tre momenti: il primo è costituito dalla prevenzione, il secondo dalla diagnosi e cura ed il terzo dalla riabilitazione (la restitutio ad integrum).
L’Osteopata, secondo me, deve lavorare molto sul momento preventivo intuendo le future problematiche o disfunzioni che potrebbero derivare da una postura scorretta, da un gesto sportivo non ergonomico o da una postazione di lavoro “tossica” per l’organismo. Per quanto detto si può compredere perchè considero errato associare l’Osteopatia alla fisioterapia, disciplina appartenente, appunto, al terzo momento della medicina.
Ed è altrettanto sbagliato precludere lo studio dell’Osteopatia a chi non è medico o fisioterapista. L”essere già medico o fisioterapista crea soltanto dei granitici preconcetti che rallentano ed a volte impediscono l’apprendimento della filosofia osteopatica.