Via Umberto Boccioni, 224

90146 Palermo

Dott. Fabrizio La Rosa

osteo.larosa@gmail.com

Consulente della nutrizione Umberto La Rosa

umberto.larosa@gmail.com

Quando si applica e quali sono i risultati?

Perché ci dedichiamo così tanto a questa patologia?

Fondamentalmente perché è ignorata dalla gran parte dei terapeuti.
Perché ai loro occhi il paziente affetto da algodistrofia è un paziente che dà fastidio, che si lamenta sempre, che non vede luce in fondo al tunnel nel quale si è, suo malgrado, ritrovato.
Ma è corretto dire “suo malgrado”? Questo è un punto che affronteremo in seguito.
L’algodistrofia, meglio conosciuta nel resto del mondo come RSD (Reflex Sympathetic Distrophy) o CRPS (Complex Regional Pain Syndrome) è una patologia che, per chi ha o ha avuto la sventura di averci a che fare, è paragonabile “ad una discesa nell’inferno e ritorno”. Così infatti mi è stata descritta da un paziente che, faticosamente, ha riacquistato quasi del tutto l’uso della mano. Ma essa può colpire qualsiasi distretto anatomico, articolazione, segmento o persino viscere.

Non staremo qui a tediarvi con pagine e pagine su questa patologia. Sicuramente ne saprete quanto e più di noi. Il web è pieno di descrizioni, lavori scientifici, relazioni, video conferenze, video appelli di aiuto e quant’altro. Ed è strapieno di rimedi più o meno condivisibili anche se la maggior parte concludono dicendo che “la migliore soluzione è l’unione di più soluzioni” cioè proviamo un po’ di tutto e che Dio ce la mandi buona. Inoltre tutti sono concordi che questa sindrome “più permane, peggio è”.

Noi, essendo un team formato da osteopata e un nutrizionista, abbiamo un approccio alle cose un po’ diverso. Abbiamo il vizio di domandarci il “perché” delle cose per cui un giorno abbiamo cominciato a riflettere quando in studio, diversi anni fa, entrò quella signora con la sua mano ormai ribelle. Era gonfia, lucida, rossa quasi fosforescente, dolente anche se veniva sfiorata da un po’ di vento insomma in…gestibile.

E ci domandammo: ”E ora che facciamo? Ripeto ciò che fino ad allora avevamo meccanicamente fatto sapendo di andare incontro ad un fallimento terapeutico certo ed inevitabile o ci addentravamo per vie sconosciute e dall’esito mai provato?”

Ovviamente osammo uscendo dai sicuri sentieri già battuti da altri prima di noi e demmo vita ad anni di pensieri, ipotesi, prove, tentativi dapprima timidi ed esitanti ed ora più sicuri, quasi sfrontati.

E così nacque il nostro metodo riabilitativo NEURORESET©.

E’ un metodo esclusivamente manuale, quasi del tutto indolore, che non prevede l’uso di ausili, creme, apparecchiature esterne, medicinali o accorgimenti particolari. Può essere praticato dovunque, in qualunque ambiente ci sia un po’ di tranquillità.

Siamo tutti d’accordo che nell’algodistrofia, prima si comincia a lavorarci e meglio è ma, contrariamente a quanto si credeva abbiamo ottenuto interessanti risultati anche nei casi di pazienti affetti da RSD arrivati a me già in terza o quarta fase (tristemente nota come end stage).

Le sedute possono partire con una frequenza plurigionaliera per poi arrivare, gradualmente, ad una cadenza bi/monosettimanale, fino all’acquisizione definitiva dei progressi raggiunti. La terapia può durare da pochi mesi (3 o 4) fino ad 1 o 2 anni e non è possibile fare pronostici o previsioni.

Non si può prevedere a priori se e quanto il paziente migliorerà; ciò purtroppo dipende da molteplici fattori che a volte non dipendono né dal paziente né dal terapeuta.

Per diagnosticare l’algodistrofia non si può aspettare che compaiano i segni radiologici tipici: può essere già troppo tardi.

Le indicazioni del metodo NEURORESET©:

Le indicazioni sono poche e chiare. Si può, anzi si deve usare in tutti quei casi di blocchi articolari di natura non meccanica, come rigidità post traumatica, post chirurgica, post coma, da allettamento o comunque da reazione algodistrofica.

La presenza di eventuali tralci connettivali o aderenze non è una controindicazione all’applicazione del metodo.

Ovviamente l’unica cosa che non troverete nel nostro sito è una spiegazione dettagliata su come si effettua una seduta di NEURORESET© nè alcun filmato.

Scusateci ma operatori senza scrupoli potrebbero “scimmiottare” le manovre senza le necessarie competenze e precauzioni e potrebbero arrecare danno ai loro pazienti.

Per troppo tempo ho cercato aiuti e finanziamenti per organizzare un giro di conferenze ed insegnare il mio metodo agli operatori interessati ma poi le parole di un rappresentante di una nota casa farmaceutica (che mi aveva contattato) mi ha illuminato:

“Ma lei sarebbe disposto a consigliare, insieme al suo metodo, l’uso del nostro farmaco e della nostra elettroterapia?”

Al nostro diniego ha fatto un fugone che ancora corre…

E’ triste, ma finchè in Italia la ricerca e la divulgazione scientifica è affidata alle case farmaceutiche, tutto ciò che non porta denaro alle loro casse non troverà mai spazio.

Ecco perchè adesso il metodo NEURORESET preferiamo insegnarlo solo noi.