RSD/CRPS vs NEURORESET©

Il metodo NEURORESET© e l'algodistrofia

Argomento trattato: IL METODO NEURORESET©

Parole Chiave: AlgodistrofiaMano

L’algodistrofia, meglio conosciuta nel resto del mondo come RSD (Reflex Sympathetic Distrophy) o CRPS (Complex Regional Pain Syndrome) è una patologia che, per chi ha o ha avuto la sventura di averci a che fare, è paragonabile “ad una discesa nell’inferno e ritorno”.

Così infatti mi è stata descritta da un paziente che, faticosamente, ha riacquistato quasi del tutto l’uso della mano. Ma essa può colpire qualsiasi distretto anatomico, articolazione, segmento o persino viscere.

Non starò qui a tediarvi con pagine e pagine su questa patologia. Sicuramente ne saprete quanto e più di me. Il web è pieno di descrizioni, lavori scientifici, relazioni, video conferenze, video appelli di aiuto e quant’altro. Ed è strapieno di rimedi più o meno condivisibili anche se la maggior parte concludono dicendo che “la migliore soluzione è l’unione di più soluzioni” cioè proviamo un po’ di tutto e che Dio ce la mandi buona. Inoltre tutti sono concordi che questa sindrome “più permane, peggio è”.

Io, essendo un osteopata, ho un approccio alle cose un po’ diverso. Ho il maledetto vizio di domandarmi il “perché” delle cose per cui un giorno ho cominciato a riflettere quando in studio, diversi anni fa, entrò quella signora con la sua mano ormai ribelle. Era gonfia, lucida, rossa quasi fosforescente, dolente anche se veniva sfiorata da un po’ di vento insomma in…….gestibile.

E mi domandai:”E ora che faccio? Ripeto ciò che fino ad allora avevo meccanicamente fatto sapendo di andare incontro ad un fallimento terapeutico certo ed inevitabile o mi addentro per vie sconosciute e dall’esito mai provato?

Ovviamente osai ed uscì dai sicuri sentieri già battuti da altri prima di me e diedi vita ad anni di pensieri, ipotesi, prove, tentativi dapprima timidi ed esitanti ed ora più sicuri, quasi sfrontati.

E così nacque il mio metodo riabilitativo NEURORESET©.

E’ un metodo esclusivamente manuale, quasi del tutto indolore, che non prevede l’uso di ausilii, creme, apparecchiature esterne, medicinali o accorgimenti particolari.

Può essere praticato dovunque, in qualunque ambiente ci sia un po’ di tranquillità.

Siamo tutti d’accordo che nell’algodistrofia, prima si comincia a lavorarci e meglio è ma, contrariamente a quanto si credeva ho ottenuto interessanti risultati anche nei casi di pazienti affetti da RSD arrivati a me già in terza o quarta fase (tristemente nota come end stage).

Le sedute possono partire con una frequenza plurigionaliera per poi arrivare, gradualmente, ad una cadenza bi o monosettimanale, fino all’acquisizione definitiva dei progressi raggiunti.

La terapia può durare da pochi mesi (3 o 4) fino ad 1 o 2 anni e non è possibile fare pronostici o previsioni.

Non si può prevedere a priori se e quanto il paziente migliorerà; ciò purtroppo dipende da molteplici fattori che a volte non dipendono né dal paziente né dal terapeuta.

Una cosa è certa: la diagnosi dev’essere precoce.

Non si può aspettare, per diagnosticare l’algodistrofia, che compaiano i segni radiologici tipici: può essere già troppo tardi.

A volte un medico “coraggioso” che azzarda la diagnosi  a “fiuto” può fare la differenza!

Io il mio metodo lo applico e lo insegno. Troverete le informazioni relative nel mio sito.