Sindrome da Lockdown e dolori da smartworking: come superarli?

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Sindrome da Lockdown e dolori da smartworking: come superarli?

Smartworking, DAD, telelavoro sono termini che improvvisamente da poco più di 1 anno con l’insorgere della pandemia del Covid 19 sono prepotentemente entrati a far parte del nostro bagaglio lessicale quotidiano.

Purtroppo insieme alla novità linguistica abbiamo, ahimè a nostre spese, imparato che questi termini sono accompagnati da un corredo di sintomi molto fastidiosi, talvolta invalidanti che io ho denominato SINDROME DA LOCKDOWN le cui caratteristiche più frequenti sono:

  • Dolori al collo
  • Intorpidimenti delle braccia
  • Mal di schiena dorsale e lombare
  • Malfunzionamento del sistema intestinale
  • Dolori al coccige (coccigodinia)
  • Mal di testa, vertigini, emicranie
  • Bruxismo e/o serramenti dentari (stringere e strofinare i denti)
  • Attacchi di ansia
  • Insonnia
  • Irritabilità
  • Irrequietezza
  • Difficoltà di concentrazione
  • Acufeni (fischi o ronzii all’orecchio)
  • Sindromi depressive
  • Sonnolenza diurna 
  • Problemi dermatologici

Ovviamente non tutti questi sintomi sono presenti contemporaneamente e non tutti compaiono nella stessa persona.

Alcuni, come vedete, appartengono alla sfera posturale vera e propria, altri sono da riferirsi principalmente alla sfera neurovegetativa cioè del sistema nervoso autonomo. Altri ancora vengono classificati, troppo frettolosamente, come disturbi psico-emotivi e, come tali, spesso colpevolmente sottovalutati.

In effetti questo fenomeno della pandemia e della relativa quarantena forzata ci ha imposto un adattamento coercitivo sia sul piano fisico-strutturale che su quello psico-emotivo.

In questa sede analizzeremo quello fisico-strutturale.

Dolori da Smartworking: da cosa sono causati?

La rivoluzionaria “trovata” del telelavoro da casa in pratica si è risolta, nella stragrande maggioranza dei casi, nello spostare l’ufficio nel proprio domicilio avvalendosi di un semplice collegamento da casa alla relativa piattaforma informatica, adattando in fretta e furia come postazione di lavoro il tavolo della cucina o quello del soggiorno con la relativa seduta anti-ergonomica che l’arredamento domestico poteva offrire. Raramente si è assistito alla creazione ex novo di una postazione di lavoro ad hoc che rispecchiasse la normativa vigente per la salute del lavoratore al videoterminale (anche perché solo in rarissimi casi le aziende, pubbliche o private, si sono fatte carico delle relative spese di questa trasformazione ma si sono limitate a fornire, quando è andata bene, un pc notebook e basta. 

Purtroppo lavorare a lungo su un pc notebook o laptop è la causa più frequente dei sintomi sopra elencati. Questo perché nei pc notebook lo schermo è attaccato alla tastiera e con il solo movimento degli occhi, senza praticamente muovere il collo, si può tenere d’occhio lo schermo e la tastiera. 

Fantastico! direte voi. Pessimo, dico io.

Provate a tenere un braccio disteso di lato all’altezza della vostra spalla per….6 ore!  E’ praticamente impossibile perché dopo soli 20 o 30 minuti il bruciore ed il dolore a tutto il braccio ed anche al collo sarebbe insopportabile. 

Eppure quando lavoriamo al pc notebook imponiamo ai muscoli del nostro collo proprio questa tortura in virtù del fatto che non abbiamo bisogno di muoverlo per guardare contemporaneamente schermo e tastiera. 

Quali sono gli effetti di un tale comportamento?

Il pc notebook o laptop è nato come computer portatile e quindi per un uso breve e limitato nel tempo come strumento di emergenza negli spostamenti o, comunque, in altre situazioni temporanee. Purtroppo se n’è fatto un uso distorto aggravando la situazione con l’introduzione dei tablet e degli smartphone. Ormai si è arrivati a guardare interi film sul telefonino o a seguire lezioni scolastiche sui tablet imponendo al collo un’immobilità che va ben oltre l’umana sopportazione. Proprio come se vi chiedessi di stare col braccio sollevato per 6 ore.

La soluzione è semplice e consiste innanzi tutto nel dotarsi di un pc con tastiera separata dallo schermo (il vecchio pc desktop). Per chi avesse appena comprato un notebook o un tablet e non volesse affrontare questa ulteriore spesa basta munirsi di uno schermo addizionale (reperibile sul mercato per poche decine di euro) e collegarlo al device che già ha (che in questo caso utilizzerà solo come tastiera) mentre lo schermo se lo piazzerà  dinanzi a sé. In questo modo avrà, con una spesa molto modesta, due pc; un notebook per gli usi temporanei ed un desktop per l’uso più prolungato.

LE 3 REGOLE AUREE per l’uso del pc

1) Schermo posizionato sempre di fronte a noi. Mai lavorare in torsione

2) Appoggiare sempre gli avambracci sul tavolo, mai lavorare in “sospensione”. Ricordatevi che le braccia pesano e sono le spalle ed il collo a sostenerle.

3) Occhi e schermo alla stessa altezza. Misurate la distanza che intercorre fra le vostre tempie e terra. Quindi misurate la distanza che c’è dalla metà del lato   corto del vostro schermo a terra. Le misurazioni devono risultare identiche.

Inoltre alzatevi per 5 minuti ogni ora per sgranchirvi e guardare fuori dalla finestra mettendo a fuoco all’infinito così da far riposare i muscoli oculari. 

Se osserverete queste 3 semplici regole non avrete più bisogno di ricorrere a farmaci, fisioterapisti, osteopati, guaritori ed affini.

Allo stesso modo tenere il collo dritto durante l’uso dello smartphone o del tablet è altrettanto consigliato. A tale scopo sono utilissimi i vari sostegni che pongono questi devices ad un’altezza congrua affinchè il collo non si fletta.

Pace e serenità.

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